LE PALESTRE SONO UN PRESIDIO DI SALUTE PUBBLICA

L’APPELLO AL GOVERNO DI FIT.COMM, L’ASSOCIAZIONE DEI PRINCIPALI PLAYER DEL FITNESS IN ITALIA.

In relazione alle ipotesi circolate in questi giorni circa una nuova chiusura delle palestre, FIT.COMM – Associazione Fitness Imprese Commerciali – esprime sconcerto e preoccupazione per una decisione che – qualora attuata – risulterebbe assolutamente sproporzionata e difficilmente comprensibile.

È il presidente Francesco Iezzoni a dare voce allo smarrimento di tutti i principali player del settore Fitness Italiano, come Virgin Active, McFit, FitExpress, Orange, Palestre Italiane, Prime: “So che si tratta solo di voci che nessuno ha ufficialmente confermato, ma l’idea di chiudere nuovamente le nostre palestre ci sembra totalmente fuori luogo e non supportata da alcuna evidenza scientifica“.

Iezzoni, rappresentante di un movimento che conta più 5000 dipendenti e collaboratori, indica i 4 principali motivi di perplessità rispetto alle voci che si rincorrono in queste ore: “Innanzitutto ci ha colpito il fatto che una decisione così vitale per il nostro mondo – mi verrebbe da dire “mortale” – la si apprenda da indiscrezioni di stampa e nessuno abbia ritenuto di consultare gli operatori del settore, se non altro per valutare insieme eventuali alternative. Abbiamo delle responsabilità nei confronti di migliaia di dipendenti e delle loro famiglie, non possiamo lasciarle per strada dall’oggi al domani senza una reale motivazione”.

La chiusura, infatti, secondo FIT.COMM ha avuto un senso nella prima fase, in cui un po’ tutti erano impreparati al nuovo scenario, ma oggi la situazione è completamente differente. “Le palestre in questi mesi hanno assunto tutte le misure possibili per un allenamento in sicurezza – termoscanner all’ingresso, postazioni di allenamento fisse e distanziate, numero chiuso negli accessi ai corsi, obbligo di igienizzazione delle mani e delle attrezzature – e continueranno a farlo in maniera ancora più stringente.

Un’altra questione tutt’altro che secondaria – secondo Iezzoni- è un’evidenza di cui si parla poco, ovvero che finora non si sono registrati focolai di contagio in nessuna palestra: “Sento accomunare le palestre alle discoteche o ai locali notturni, come se fossero la stessa cosa. Ecco, inviterei chi lo pensa ad entrare in uno dei nostri Club per rendersi conto del livello di controllo, igiene e sicurezza che c’è all’interno. Una differenza che non è solo nel luogo ma anche in chi la frequenta. “I nostri clienti sono persone che hanno ben chiaro il valore della salute, sia la propria che quella collettiva, e hanno compreso che svolgere attività fisica in maniera strutturata è il modo migliore per tutelarle”.

Secondo FitComm è proprio la tutela della salute il dato principale di cui cui si dovrebbe tener conto in questa fase, dato che già in passato il Ministero della Salute – con il DPCM del 12.01.2017 e – ad esempio- l’Emilia Romagna con il Piano Regionale della Prevenzione 2015-18, hanno indicato “l’attività fisica strutturata come elemento da promuovere e diffondere per numerosi gruppi si soggetti con patologie croniche”. “Altro che attività non essenziali– conclude Iezzoni – le palestre sono un presidio di salute pubblica! E non lo diciamo noi, ma le Regioni e il Ministero della Salute.

Il movimento è un grande, prezioso, “farmaco preventivo”. Fermarlo per decreto, in una fase come questa, sarebbe paradossale. Ci auguriamo fermamente che il Governo continui ad agire con il buonsenso mostrato finora.

Da parte nostra, siamo a disponibili ad aprire un tavolo permanente con il Governo, dove portare l’esperienza maturata in anni di  lavoro sul campo e cercare di trovare le soluzioni che tutelino la salute pubblica e la sopravvivenza di tutta la filiera del settore”.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA FITCOMM


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